Two is megl’ che one

La temibile domanda di fine evento ovvero “Ma le foto?”, che ormai è diventato un vero e proprio tormentone per me e Roberto, ha finalmente avuto una risposta mercoledì scorso quando sono comparsi online gli scatti della Giulietta & Romeo AGSM Duomarathon sul sito del fotografo ufficiale della gara. Per questo ho atteso qualche giorno prima di scrivere questo post! :)

Se lo scorso anno Verona era stato il teatro del mio PB sulla mezza, questa volta, invece, ho deciso di cimentarmi nella staffetta, in una nuova formula 10 km + 11 km. Gli “Orange Sox” al gran completo hanno quindi presenziato con ben due squadre, il Team A, nel quale il sottoscritto ha fatto da lepre dopo Luca nella frazione 2, e il Team B, con i veterani Alessio e Brylla, che lo scorso anno hanno già gareggiato in coppia.

Per l’occasione (e per distinguerci al cambio tra le 1000 squadre previste), con la collaborazione della disponibilissima Barbara, che ci ha fatto da supporter nel weekend di San Valentino (grazie ancora!), abbiamo anche creato una maglia ufficiale, naturalmente arancio.

"Orange Sox" Team A e Team B
“Orange Sox” Team A e Team B con la divisa ufficiale a pochi minuti dalla partenza

L’obiettivo -non proprio apertamente dichiarato- visti i tempi del 2015, era di rientrare nella top ten (con circa 1h30 in due pareva abbastanza fattibile). Purtroppo il giorno della gara la speranza in questo risultato ha iniziato un po’ a vacillare. Innanzitutto per il meteo, assolutamente inclemente, che ha pensato bene di annacquarci già di prima mattina. Oltre a questo, non avevamo messo in conto che la partenza del primo staffettista sarebbe stata in coda al serpentone dei mezzi maratoneti.

Il cambio, che avevamo messo in conto dopo circa 45 minuti, in realtà è stato così ritardato di altri 5 abbondanti, quando finalmente ho visto in lontananza Luca, mentre mi scaldavo corricchiando sotto la pioggia con la Brylla. Preso il chip al volo, mi sono trovato letteralmente a sbattere contro il muro degli alti runner, assiepati in attesa sotto il “gonfiabile” della partenza dei fatidici 11 km finali. Urlando per farmi spazio ho subito preso velocità e, senza neanche guardare il Garmin (ancora devo prenderci la mano con il nuovo Forerunner 225 vinto su Running Heroes, tanto che l’ho fatto partire circa 200 m dopo), mi sono ritrovato a girare intorno ai 3:40 min/km.

Decisamente troppo: al primo “bip” penso bene di rientrare nei ranghi dei 3:50, sicuramente più sostenibili e già testati nelle varie 10K corse di recente. Tengo il ritmo fino al cartello dei 13 km, dove riallineo i lap (e realizzo di essere ancora un po’ troppo veloce…). In pochissimi km, stando ai passaggi sui tappeti di rilevamento, guadagno addirittura 67 posizioni (dalla 82 alla 15).

Recupero rapidamente i palloncini dell’1:40, e pian piano risalgo la lunga scia di runner, ciascuno all’inseguimento del proprio obiettivo. La pioggia e il freddo insieme mi hanno un po’ gelato le gambe, coperte solo da un paio di leggerissimi svolazzini e dai simpatici booster #runhappy di Brooks, regalo agli staffettisti che hanno partecipato a “Brooks Labs: Love Facts“. Davvero pessimo invece il gel riscaldante della Decathon usato pochi minuti prima di partire (si accettano consigli…)

Passato il Ponte della Vittoria, poco prima che il percorso si immetta sul Lungadige, passo davanti a una band che suona tamburi. Involontariamente i miei passi si allineano al loro ritmo cadenzato e sono letteralmente “indaflow“. Al sesto km sfilo nuovamente davanti al secco -doom-doom-do-do-doom- e non c’è freddo o pioggia che tenga, le gambe girano bene e mi lancio nello slalom tra il grosso dei mezzi maratoneti, che mi osservano un po’ stupiti del fatto che io sia ancora bello fresco ormai quasi a fine corsa.

Una curva secca a destra ci fa sfilare in Piazza Erbe, il salotto di Verona, dove un a bella folla di turisti, amici e conoscenti degli atleti sta facendo il tifo. Sul Ponte Nuovo mi riporta alla realtà Davide, che mi chiama invano due o tre volte prima di borbottare “Anche gli scarsi mi superano…”, mi giro e lo saluto: scusa Fransis, ma davvero ero troppo concentrato e non ti ho sentito! :)

In pochi minuti passo Jessica, incontrata per pura coincidenza la sera prima a cena, che viaggia davvero a un buon ritmo, Elisa, un po’ affaticata nella sua inconfondibile tenuta “pink”, e la super Antonella del GP Melzo, malaticcia ma in buona posizione: le ragazze bagnano il naso a tanti maschietti!

Insieme ai pacer dell’1:35 ritrovo Marco, in ripresa da un infortunio, che ha deciso di accompagnare il padre negli ultimi km. Davvero “illegale” la sua tenuta, con booster e scaldacollo fucsia e manicotti azzurro fluo, ma ormai è un marchio di fabbrica… Irrecuperabile!

Mi avvicino finalmente allo stramaledetto giro di boa finale davanti a Porta Vescovo, osservo sulla destra i runner che scorrono già nel verso opposto su via Venti Settembre. Ho un piccolo dejavu: per un istante ho l’impressione di rivedere Michele con la sua canotta verde degli Spilli nel Ginocchio che mi precede di qualche minuto sull’arrivo. Ma non può essere lui, perché certamente avrà già tagliato il traguardo… A volte i ricordi fanno brutti scherzi!

Superato il Ponte Navi scorgo una figura nota, con l’inconfondibile outfit del Team Spartans: è il coach Tower, che lo scorso anno mi è stato davvero di aiuto alla partenza e sperava che stavolta gli facessi da lepre sui 21 km. Chiudiamo insieme gli ultimi metri che ci separano dal traguardo e poi facciamo quattro chiacchiere nel dopo gara… Nel frattempo dò un’occhiata al gps: nuovo record sia sui 5 che sui 10 km (18:55 e 38:26). Devo aver proprio volato!

La classifica finale, prima ufficiosa e poi ufficiale, decreta l’8° posto gun time per il team “Orange Sox A” in 1:33:24 (6° posto real time in 1:29:04), che su 860 squadre è davvero un ottimo risultato. Un grazie anche al mio compagno di squadra che -ahimè- si è beccato la frazione più “intruppata”!

Anche quest’anno la preparazione sui cross, a partire dall’esordio nel Campaccio, per poi passare al Cross per Tutti e alla mitica Cinque Mulini, nonostante i miei risultati non certo di alto livello, sembra essere servita. Purtroppo delle tre F (fango-freddo-fatica) la prima è un po’ mancata…

Il prossimo appuntamento sportivo sarà la Saucony Cambridge Half Marathon del 28/02, che correrò insieme a Stefano: stay tuned!

Un pensiero su “Two is megl’ che one

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...